Sembra che i primi tentativi di migliorare le prestazioni fisiche attraverso le trasfusioni di sangue risalgano al 1947 e non per favorire i risultati degli atleti, quanto piuttosto per migliorare la resistenza dei piloti ad alta quota.

Più avanti, negli anni ’80, le trasfusioni di sangue iniziarono a essere utilizzate anche nello sport. Da lì si passò, nel decennio successivo, all’eritropoietina (EPO), un’alternativa farmacologica alle trasfusioni di sangue che divenne il metodo di doping ematico più diffuso (oggi vietato).

Ma perché gli sportivi hanno capito che innalzare i livelli di ossigeno nel sangue è utile per avere successo? I muscoli degli sportivi, infatti, per raggiungere performance agonistiche di alto livello hanno necessità di un’elevata ossigenazione del sangue.

In questo articolo troverete tutto ciò che riguarda questo argomento, insieme ad alcune strategie, basate su evidenze scientifiche, proprio per migliorare l’ossigenazione e, di conseguenza, massimizzare le prestazioni atletiche.

Come avviene l’ossigenazione del sangue e come possiamo migliorarla?

Andiamo con ordine: l’ossigeno non è sostituibile da nient’altro per il processo di respirazione cellulare, che permette di convertire il glucosio e altri nutrienti in energia utilizzabile (ATP) per l’organismo. Niente ossigeno significa niente energia, con conseguente morte cellulare (e dell’organismo).

Per questo motivo è importante che i livelli di ossigeno nel sangue (la saturazione, unità di misura SpO2) siano sempre al di sopra della soglia del 95%. Se tutto funziona come dovrebbe, l’ossigeno viene trasportato dai globuli rossi, o meglio, dall’emoglobina, passando dai polmoni a organi e tessuti attraverso il sistema circolatorio.

Al contrario, se la saturazione è inferiore al 90%, il rischio di ipossiemia è concreto, con sintomi come dispnea, tachicardia, cianosi, confusione mentale e altri ancora. Le conseguenze? Potenzialmente letali, con danni cerebrali, insufficienza respiratoria e problemi cardiaci.

Detto ciò, possiamo passare allo step successivo: come avviene la respirazione?

Si tratta di uno scambio gassoso tra alveoli e capillari a livello polmonare ed è un processo fondamentale per l’ossigenazione, che avviene attraverso la diffusione.

sistema respiratorio

Vediamo insieme cosa accade dopo aver inalato l’aria con il naso o la bocca e dopo che questa giunge nei polmoni:

  1. Dopo l’inalazione, l’aria raggiunge gli alveoli polmonari, dove avviene lo scambio gassoso con il sangue dei capillari.
  2. L’ossigeno si diffonde dagli alveoli al sangue, mentre l’anidride carbonica segue il percorso inverso per essere eliminata con l’espirazione.
  3. Questo processo è influenzato dalla differenza di pressione parziale, dall’ampia superficie alveolare, dallo spessore della membrana alveolo-capillare e dalla velocità del flusso sanguigno.
  4. Il sangue ossigenato viene poi distribuito ai tessuti dal cuore.

In sintesi, lo scambio gassoso a livello polmonare è un processo efficiente che consente al sangue di acquisire ossigeno e rilasciare anidride carbonica, garantendo così l’apporto di ossigeno ai tessuti e l’eliminazione dei prodotti di scarto.

Prima di parlare di miglioramento dell’ossigenazione, però, dobbiamo considerare i fattori che possono invece peggiorarla. Solo evitando questi, infatti, possiamo porre le basi su cui andare poi a lavorare per raggiungere quell’upgrade che inseguiamo.

Prima di tutto abbiamo fattori ambientali: altitudine, inquinamento atmosferico ed esposizione a sostanze tossiche sono tutte causa di un’ossigenazione del sangue compromessa.

Come spesso accade, poi, anche lo stile di vita incide notevolmente sulla qualità del processo: fumo, inattività e una dieta squilibrata creano un quadro in cui i sistemi respiratorio e cardiovascolare lavorano in maniera poco efficiente, con rischi potenziali anche per la salute.

Parliamo, infatti, di vere e proprie patologie che possono svilupparsi, come malattie polmonari (ad esempio la broncopneumopatia cronica ostruttiva, polmoniti, …) e malattie cardiache. Anche le condizioni di anemia e apnee notturne influiscono sulla qualità dell’ossigenazione del sangue, ma qui le cause vanno ricercate altrove.

Si capisce chiaramente come sia importante adottare uno stile di vita sano, in special modo, per chi intende portare avanti un’attività sportiva. Per gli atleti, i cui muscoli necessitano di quantità di ossigeno superiori alla media, è fondamentale far sì che il proprio sangue sia sempre adeguatamente ossigenato.

Come aumentare l’ossigenazione del sangue in modo naturale

Esistono diverse strategie che tutti possono attuare, per migliorare l’ossigenazione del sangue in modo naturale:

1. Esercizio fisico regolare:

  • L’attività fisica aumenta la capacità polmonare e migliora la circolazione sanguigna, favorendo una maggiore ossigenazione dei tessuti.
  • Esercizi aerobici come la corsa, il nuoto e il ciclismo sono particolarmente efficaci.

2. Respirazione profonda:

  • Praticare esercizi di respirazione profonda, come la respirazione diaframmatica, aumenta la quantità di ossigeno che entra nei polmoni e nel sangue.
  • La respirazione consapevole può anche aiutare a ridurre lo stress, che può influire negativamente sulla respirazione.

3. Alimentazione equilibrata:

  • Una dieta ricca di ferro è essenziale per la produzione di emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno nel sangue.
  • Alimenti ricchi di ferro includono carne rossa magra, legumi, spinaci e frutta secca.
  • È importante mangiare anche alimenti ricchi di vitamina C, che aiuta l’assorbimento del ferro.
  • La clorofilla, presente nelle verdure a foglia verde, è un altro elemento che può aiutare l’ossigenazione del sangue.

4. Idratazione adeguata:

  • L’acqua è essenziale per il trasporto dell’ossigeno nel sangue.
  • Bere un litro e mezzo di acqua al giorno, a piccoli sorsi diluiti nel tempo, aiuta a mantenere il sangue fluido e favorisce una buona circolazione.

5. Ambienti esterni sani:

  • Trascorrere del tempo all’aria aperta, soprattutto in ambienti come parchi e boschi, permette di respirare aria ricca di ossigeno.
  • Evitare ambienti chiusi e inquinati.

6. Evitare il fumo:

  • Il fumo di sigaretta danneggia i polmoni e riduce la capacità del sangue di trasportare ossigeno.
  • Smettere di fumare è uno dei modi più efficaci per migliorare l’ossigenazione del sangue.

7. Gestione dello stress:

  • Lo stress cronico può influire negativamente sulla respirazione e ridurre l’ossigenazione del sangue.
  • Tecniche di rilassamento come la meditazione, lo yoga e la respirazione profonda possono aiutare a gestire lo stress.

8. Altitudine:

  • Salire ad alta quota, può stimolare il corpo a produrre più globuli rossi, aumentando così la capacità di trasportare ossigeno. Tuttavia, è importante farlo gradualmente per evitare il mal di montagna.
ossigenazione in alta quota

Ricordiamo che è sempre importante consultare un medico prima di apportare cambiamenti significativi al proprio stile di vita, soprattutto se si soffre di patologie respiratorie o cardiache.

Integratori per migliorare l’ossigenazione del sangue

Un capitolo a parte meritano gli Integratori alimentari

Elenchiamo qui di seguito alcune sostanze molto importanti, contenute in alcuni integratori, che possono favorire l’ossigenazione del sangue:

  • Ferro:
    • Essenziale per la produzione di emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno nei globuli rossi.
    • Particolarmente utile in caso di anemia da carenza di ferro.
  • Vitamina C:
    • Aumenta l’assorbimento del ferro, migliorando indirettamente l’ossigenazione del sangue.
  • Vitamine del gruppo B:
    • In particolare, la vitamina B2, l’acido folico (B9) e la B12 svolgono un ruolo cruciale nel processo di costruzione dell’emoglobina e nel processo di sintesi dei globuli rossi.
  • Integratori a base di alga Klamath:
    • Quest’alga è ricca di nutrienti che possono favorire l’ossigenazione del sangue.
  • Integratori a base di ossigeno liquido e zinco:
    • Alcuni studi sostengono che questi integratori possono aumentare i livelli di ossigeno nel sangue.

Nel caso degli sportivi, l’assunzione quotidiana di Integratori alimentari, che non sono doping, è particolarmente indicata, poiché il loro fabbisogno di ossigeno è maggiore rispetto a quello di un soggetto che conduce una vita normale.

Tra gli Integratori alimentari, una menzione speciale va fatta per la clorofilla, la quale svolge un ruolo importante nell’ossigenazione del sangue grazie alla sua somiglianza chimica con l’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno nei globuli rossi. In Eidon salus abbiamo lavorato molto per ottenere un Integratore a base di clorofilla capace di supportare in modo completo l’ossigenazione delle cellule, ma non solo.

Detoxfilla è un green food con azione detossificante, antiossidante e ossigenante. L’altissimo contenuto di Clorofilla pura, associato all’Alfa Alfa (Erba Medica) fonte di minerali e vitamine (calcio, potassio, magnesio, fosforo, ferro, zinco, selenio e le vitamine A, B, C, D, E, K, U) e al Cardo Mariano (efficace detossificante del fegato) ne fanno un farmaco naturale in grado di eliminare le tossine endogene come i radicali liberi e quelle esogene, assunte attraverso fumo di sigaretta, gas inquinanti e cibo spazzatura.

La clorofilla pura, contenuta in Detoxfilla e l’emoglobina condividono una struttura chimica simile, con un anello di porfirina al centro. La differenza principale è che l’emoglobina contiene un atomo di ferro, mentre la clorofilla contiene un atomo di magnesio. Questa somiglianza strutturale consente alla clorofilla di interagire con l’emoglobina e potenzialmente migliorarne la funzione.

Aumento dell’assorbimento di ossigeno: Alcuni studi suggeriscono che la clorofilla può aumentare la capacità dei globuli rossi di assorbire e trasportare ossigeno.

Supporto alla produzione di globuli rossi: La clorofilla può stimolare la produzione di globuli rossi, aumentando così la capacità del sangue di trasportare ossigeno.

Azione disintossicante: La clorofilla può aiutare a disintossicare il sangue, rimuovendo le tossine che possono interferire con il trasporto di ossigeno.

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Cosa fare per aumentare l’ossigeno nel sangue: interventi medici

Proveremo ora a fornirvi alcuni cenni sulle metodiche mediche per innalzare i livelli di ossigeno nel sangue.

L’ossigenoterapia è una terapia medica attraverso la quale si somministra ossigeno a concentrazioni più elevate rispetto a quelle presenti nell’aria (circa il 21%). Lo scopo è quello di aumentare la quantità di ossigeno disponibile per i tessuti del corpo, migliorare la funzione respiratoria e alleviare i sintomi dell’ipossiemia, come la mancanza di respiro e la fatica.

Modalità di somministrazione:

  • Cannule nasali: tubicini sottili inseriti nelle narici.
  • Maschere facciali: coprono il naso e la bocca.
  • Ventilatori meccanici: utilizzati in casi gravi di insufficienza respiratoria.
  • Ossigenoterapia iperbarica: somministrazione di ossigeno puro al 100% in ambiente a pressione elevata.

Esistono poi farmaci specifici a seconda del quadro da trattare:

  • Farmaci per il trattamento di malattie polmonari: in caso di malattie polmonari come la BPCO o l’asma, possono essere prescritti farmaci come broncodilatatori e corticosteroidi per migliorare la funzione polmonare e aumentare l’ossigenazione.
  • Farmaci per il trattamento dell’anemia: l’anemia, una carenza di globuli rossi, può ridurre la capacità del sangue di trasportare ossigeno. In questi casi, possono essere prescritti integratori di ferro, vitamina B12 o acido folico, o farmaci come l’eritropoietina (EPO) per stimolare la produzione di globuli rossi.
  • Farmaci per migliorare la circolazione: in alcuni casi, farmaci che migliorano la circolazione sanguigna, come vasodilatatori, possono essere utilizzati per aumentare l’apporto di ossigeno ai tessuti.

La riabilitazione polmonare, infine, è un programma personalizzato che mira a migliorare la qualità della vita di chi soffre di malattie respiratorie croniche, ma può essere utile anche per gli sportivi che vogliono potenziare la capacità polmonare e la resistenza fisica.

Questo approccio multidisciplinare prevede una valutazione iniziale per analizzare le condizioni fisiche, respiratorie e psicologiche del paziente, seguita da diverse fasi:

  • Esercizi fisici mirati, tra cui attività aerobiche, esercizi di respirazione e allenamento della forza per rafforzare i muscoli respiratori.
  • Educazione e supporto, con informazioni su tecniche di respirazione, farmaci e gestione dei sintomi.
  • Gestione dei sintomi, per ridurre affanno, tosse e affaticamento.
  • Consigli nutrizionali, fondamentali per sostenere la salute polmonare.
  • Supporto psicologico, per affrontare ansia e stress legati alla malattia.

Gli obiettivi principali sono ridurre la difficoltà respiratoria, aumentare la resistenza fisica, diminuire i ricoveri ospedalieri e migliorare la qualità della vita.

Ossigeno nel sangue: come monitorare le prestazioni sportive

Il monitoraggio dell’ossigeno nel sangue è fondamentale per valutare le prestazioni sportive e la salute respiratoria. Il pulsossimetro, uno strumento semplice e non invasivo, misura la saturazione di ossigeno (SpO2) e la frequenza cardiaca tramite l’assorbimento di luce da parte dell’emoglobina. Tuttavia, fattori come movimento, circolazione ridotta e smalto per unghie possono influenzare la precisione.

Per un’analisi più approfondita si utilizza l’emogasanalisi (EGA), un esame del sangue arterioso che misura ossigeno, anidride carbonica e pH, utile per diagnosticare malattie respiratorie e valutare l’equilibrio acido-base.

Un altro aspetto rilevante è la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS), caratterizzata da interruzioni della respirazione durante il sonno. Può essere di tipo ostruttivo, centrale o misto e provoca sintomi come russamento, sonnolenza diurna e difficoltà di concentrazione. I principali fattori di rischio includono obesità, età avanzata e consumo di alcol. La diagnosi si effettua tramite polisonnografia, un esame che registra parametri fisiologici durante il sonno.

Maschera sportiva per l’ossigeno: mito o realtà scientifica?

La maschera sportiva per l’ossigeno, spesso chiamata “maschera da allenamento” o “maschera d’altitudine”, è un dispositivo indossato durante l’attività fisica con l’obiettivo di simulare gli effetti dell’allenamento in alta quota.

Come funziona? La maschera restringe il flusso d’aria, rendendo più difficile la respirazione. Questo costringe i muscoli respiratori a lavorare di più, con l’obiettivo di rafforzarli. I produttori affermano che questo tipo di allenamento può migliorare la capacità polmonare, la resistenza e le prestazioni atletiche.

Cosa dice la scienza? Alcuni studi suggeriscono che le maschere possono effettivamente rafforzare i muscoli respiratori, ma non necessariamente portano agli stessi adattamenti fisiologici dell’allenamento in alta quota che diminuisce la percentuale di ossigeno nell’aria, mentre le maschere sportive non modificano la percentuale di ossigeno nell’aria inspirata, ma limitano solamente il flusso d’aria.

Precauzioni? L’uso di una maschera da allenamento può essere faticoso e potenzialmente pericoloso; quindi, è importante iniziare gradualmente e, ovviamente, farsi seguire dallo staff medico della società sportiva.

Conclusione

Abbiamo visto come l’ossigenazione del sangue rappresenti, in realtà, un parametro vitale e come sia importante, in ogni caso, tenerla sotto controllo per una buona qualità della vita. Diventa essenziale monitorarla con attenzione in caso di malattie. Per lo sportivo verificare la propria saturazione è un elemento chiave per migliorare le prestazioni atletiche e trovare strategie per aumentare l’ossigenazione del sangue è utile per il successo.

Tra i vari Integratori alimentari utili allo scopo di meglio ossigenare il sangue, abbiamo fatto un cenno a Detoxfilla, green food, con un contenuto altissimo di clorofilla pura e altri ingredienti, per un effetto ossigenante, depurante, alcalinizzante, detossificante.

Ribadiamo che il contenuto di questo articolo è semplicemente divulgativo e per qualsiasi impiego di farmaci o presidi per migliorare l’ossigenazione del sangue è essenziale rivolgersi ad un medico.